| Rione Sanità |
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Rione Sanità lo conosce chi ci abita, chi ci è passato una o più volte, e poi lo conoscono in tanti, napoletani e non, raccontato dai fatti di cronaca o, invece, raccontato e sognato nelle immagini di film memorabili. Rione Sanità è un po’ il cuore di Napoli, con il suo ponte Sanità che invece di unire ha isolato il quartiere, consentendo da un lato il proliferare di attività criminali, ma dall’altro anche un grande senso di appartenenza, di identità che è la forza della Sanità. Nel libro di Cinzia Massa e Vincenzo Moretti, edito da Ediesse, la Sanità si racconta da sé, una storia corale e appassionata, fatta di tante storie, che smentiscono i luoghi comuni e confermano una realtà, spesso difficile, controversa, ma da cui nascono grandi esperienze di riscatto, di giustizia, di lavoro e solidarietà. Rione Sanità è L'Altra Napoli, l’Associazione Casa dei Cristallini, la Cooperativa Officina dei talenti, la Cooperativa Iron Angels, l’orchestra giovanile Sanitansamble, l’Associazione Sotto 'o ponte, Cooperativa La Paranza. Sono donne e uomini ma anche luoghi che si raccontano e si riscoprono, che ti conquistano, rappresentando opportunità concrete per una vita diversa. Penso alle catacombe di San Gennaro, che oggi grazie ai ragazzi della cooperativa La Paranza sono visitabile, con i giovani che da guide esperte ti conducono nelle bellezze della storia; c’è il Cimitero delle Fontanelle “dove trovano riposo le anime pezzentelle”. C’è padre Antonio Vitello, c’è Ernesto Albanese, c’è Vincenzo Pirozzi con la sua compagnia teatrale Sott’o ponte. “Mi chiamo così – si legge nel libro – perché le prove e le rappresentazioni si facevano qui, in questo chiostro sormontato dal ponte”. Dal 2005 le prove si fanno nella chiesa dell’Immacolata e San Vincenzo, chiusa da dieci anni e che oggi vede 112 ragazzi che si cimentano nel teatro. C’è la Casa dei Cristallini, dove i bambini vanno il pomeriggio, si fa merenda e – pensate un po’ – si legge la Costituzione, si insegna la legalità praticandola e facendo vedere che “conviene”, che è una opportunità. C’è Cinzia che abilmente ti conduce nei vicoli della Sanità. C’è il vicolo stesso che ascolta e parla, e ti racconta che la realtà non è mai tutta bianca o tutta nera. Poi c’è il post scriptum, l’unica cosa di cui non vi parlo, poiché non l’ho letto, infatti si intitola “Il re di Girgenti” e fa riferimento proprio al libro di Camilleri, che sto leggendo or ora e non vorrei che da quel post scriptum mi si svelasse qualcosa. Potrei andare avanti ma rischierei di raccontarvi tutto il libro, che, invece, merita di essere letto, con tutte le sue storie, i suoi luoghi, i suoi personaggi, che ti fanno capire che “si può” e che ti fanno innamorare di Rione Sanità.
Alessandra Valentini
2-1-12 |




