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"L'isola dei cassintegrati", il libro di Tino Tellini |
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Scritto da Alessandra Valentini
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Martedì 31 Agosto 2010 16:28 |
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Di Alessandra Valentini - L’”isola” per me, dal 26 febbraio, è l’Asinara, l’isola dei cassintegrati, l’isola che c’è, l’isola ribelle, l’isola dell’orgoglio e dei diritti, quelli negati e quelli da chiedere con forza e determinazione, con la forza e la determinazione mostrata dai lavoratori della Vinyls, ed inizialmente da quel gruppo che la mattina del 26 febbraio 2010 si imbarcò sulla Sara D. Direzione l’Asinara, Cava d’Oliva, “là in alto – scrive Tino Tellini nel suo libro – dominava una costruzione bianco lucente che assomigliava ai fortini messicani dei film western: era la diramazione del carcere. Divenne il nostro hotel”. Oggi l’isola, questa grande e folle avventura, è anche un libro, L’isola dei cassintegrati, scritto da Tino Tellini, uno dei protagonisti. Tellini descrive in modo diretto e assolutamente affascinante la nascita ed il percorso di questa grande lotta operaia, con tutta la forza dirompente del suo carattere inedito, da un lato, e antico, dall’altro. Antico il senso di solidarietà tra i lavoratori, la necessità di difendere il posto di lavoro, antica la lotta contro i padroni. Inedite le forme della lotta, “come ha detto qualcuno: la prima lotta mediatico-operaia nella storia del movimento operaio”. La crisi dello stabilimento Vinyls di Porto Torres, dove si produce il Pvc, la plastica, inizia nel 2003; nel 2009 arriva la cassa integrazione straordinaria per 101 lavoratori su 132 e con essa l'occupazione di una palazzina amministrativa dello stabilimento, poi il blocco dei carburanti, poi tutti sulla torre. I media si accorgono dei lavoratori della Vinyls, la politica ancora no. Ma bisognava fare di più: così spuntarono 46 croci bianche sul prato dei giardini di Porto Torres; infine l'idea: “decidemmo di partire per l'Asinara”, sì, racconta Tellini, “loro hanno l'isola dei famosi e noi abbiamo l'isola dei cassintegrati”. In un posto fuori dal mondo, dalle celle fredde e umide, la speranza era che “il nostro messaggio venisse finalmente raccolto dall'opinione pubblica nazionale”. I lavoratori hanno chiaro quale deve essere il primo obiettivo da raggiungere – difendere il lavoro, ovviamente – ma per farlo bisognava comunicare, comunicare, comunicare, far conoscere le ragioni della lotta, creare coinvolgimento e simpatia nell'opinione pubblica. Così arriva il Tg3, il diario sulla “Nuova Sardegna”, gli articoli sulla stampa nazionale, Tetris, la puntata di Anno zero nella quale l’isola dei cassintegrati batte l’isola dei famosi, e poi la grande avventura di Facebook. Ventimila contatti in pochissimi giorni; quarantamila, il telefono di Pietro Marongiu, il presidente del Consiglio dei Ministri dell'Isola, squillava di continuo. “Forse – scrive Tellini, ministro degli Esteri – questa nostra strana lotta operaia del nuovo millennio stava decollando. Il sindacato locale adesso ci stava seguendo con meno diffidenza”. Ma c'era e c'è per la Vinyls, come in tante e troppe lotte operaie del nostro Paese, qualcosa che ancora mancava e manca. Tino la individua con la tristezza e la consapevolezza di chi la politica vera e sana l'ha fatta e ci ha creduto. “La cosa più triste e incredibile era che, fino a questo punto, era ancora totalmente nullo il rapporto con le forze politiche, soprattutto di sinistra”. “I miei compagni, a questa cosa, non ci pensavano affatto. Io invece ci pensavo, e molto”. Ma se il mondo politico ancora non capiva, la gente sì, aveva capito, come aveva capito il mondo dell’informazione, e il popolo dell'isola aveva ottenuto almeno il risultato della visibilità, di essere conosciuti e amati dall'opinione pubblica, di diventare un modello per altre lotte e per altri lavoratori, le cui sorti rimangono nel regno dell'invisibile. Con Tino, con gli occhi azzurri di Andrea Spanu dietro le grate, con Pietro Marongiu, con Gianmario Sanna e con tutti i pirati dell'isola, abbiamo tutti un motivo in più per non piegare la testa e lottare, perché “chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”. E per capire questa lotta non può mancare la lettura del libro di Tino Tellini con la prefazione di Luca Telese. Un libro pieno di passione, di speranza, di rabbia e di allegria; un libro che ci insegna a lottare, un’avventura che ci può rendere migliori.
31-8-2010 |
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"Una vita per la scienza", a Ravello la presentazione con Cecchi Paone |
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Scritto da Valentina Valentini
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Domenica 22 Agosto 2010 16:16 |
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“L’ignoranza e la superstizione non danno né speranze né diritti”, si legge nel libro-dvd "Una vita per la scienza: a colloquio con Umberto Veronesi", che l’autore, Alessandro Cecchi Paone, ha presentato nella splendida cornice di Ravello...
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California: ferrovie francesi chiariscano ruolo in Olocausto per accedere a gara per l’AV |
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Scritto da Valentina Valentini
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Venerdì 13 Agosto 2010 06:58 |
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Il passato della Francia collaborazionista con il nazismo rincorre la società ferroviaria francese Sncf fin al di là dell'oceano. Lo Stato della California pretende, infatti,...
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Bologna 2 agosto 1980-2010. Anche un fumetto a ricordare la strage |
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Scritto da Alessandra Valentini
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Sabato 31 Luglio 2010 12:57 |
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Quella mattina del 2 agosto la sala d’aspetto della Stazione di Bologna è affollatissima, tutti in partenza o in arrivo per le vacanze: qui, improvvisa, l’esplosione che fece crollare l'ala ovest dell'edificio,...
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Emergency torna a Lashkar-gah. Gino Strada: “oggi una bella giornata” |
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Scritto da Alessandra Valentini
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Giovedì 29 Luglio 2010 12:55 |
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Ha riaperto ed è operativo dalle prime ore di questa mattina l'ospedale di Emergency a Lashkar-gah in Afghanistan, dopo che le autorità afgane hanno garantito autonomia totale alla Ong e rispetto della neutralità del Centro chirurgico...
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Manovra. I sacrifici dei parlamentari |
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Scritto da Alessandra Valentini
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Giovedì 22 Luglio 2010 09:49 |
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Certo – come si dice - è il pensiero quello che conta, ed in questo caso si è trattato solo di un pensiero, nulla di più, quello rappresentato dall’entità del “taglio” che Camera e Senato hanno applicato alle indennità di deputati e senatori e ad alcuni stipendi di dipendenti di Camera e Senato...
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Gli “inattivi” o…il lavoratore inesistente |
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Scritto da DirittiDistorti
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Martedì 20 Luglio 2010 07:48 |
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Di Stefano Giusti - Li hanno chiamati in vari modi: c’è chi parlando dei più giovani ha fantasiosamente usato il termine “generazione né-né” (intendendo né lavoro né studio), chi li chiama “scoraggiati” mentre per l’Istat sono gli “inattivi”. Si tratta di quei disoccupati che hanno smesso di cercare lavoro ma che per qualche strano criterio metodologico non vengono conteggiati tra i senza lavoro e vengono inseriti in una categoria a parte, detta appunto di “inattivi”...
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Cie in rivolta. L’allarme di Medici Senza Frontiere |
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Scritto da DirittiDistorti
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Lunedì 19 Luglio 2010 07:16 |
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I tentativi di fuga dai Centri di identificazione di Milano e Gradisca d'Isonzo, di queste ultime ore, sono l'ennesimo campanello d'allarme: la situazione nei Cie, dopo l'entrata in vigore del pacchetto sicurezza che ha allungato da 2 a 6 mesi i tempi di trattenimento dei clandestini, “rischia di rivelarsi esplosiva”...
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DirittiDistorti diventa testata giornalistica |
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Scritto da DirittiDistorti
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Lunedì 12 Luglio 2010 18:22 |
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Avevamo iniziato con la voglia di parlare, denunciare e scrivere delle tante ingiustizie e dei tanti diritti che ogni giorno vengono “distorti” e calpestati nel nostro Paese e non solo, poi abbiamo trovato altri compagni di viaggio, animati da questa stessa nostra voglia, sono aumentati i collaboratori, le idee e i lettori, ed oggi siamo diventati una testata giornalistica...
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DirittiDistorti aderisce allo sciopero dell’informazione |
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Scritto da DirittiDistorti
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Giovedì 08 Luglio 2010 14:12 |
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Il sito DirittiDistorti nella giornata di domani, venerdì 9 luglio, non effettuerà aggiornamenti, aderendo allo sciopero dell’informazione contro il “Ddl intercettazioni”. Di seguito pubblichiamo la nota della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. "I giornalisti italiani sono chiamati ad una forma di protesta straordinaria che si esprimerà in un 'rumoroso' silenzio dell'informazione nella giornata di domani venerdì 9 luglio, contro le norme del 'ddl intercettazioni' che limitano pesantemente il diritto dei cittadini a sapere come procedono le inchieste giudiziarie, infliggendo gravi interruzioni al libero circuito delle notizie. Quanti lavorano nel settore della carta stampata si asterranno dalle prestazioni nella giornata di oggi giovedì 8 luglio, per impedire l'uscita dei giornali nella giornata di venerdì. Tutti gli altri, giornalisti dell'emittenza nazionale e locale, pubblica e privata, delle agenzie di stampa, del web, dei new media e degli uffici stampa non lavoreranno nella giornata di venerdì. Free lance, collaboratori e corrispondenti si asterranno dal lavoro secondo le modalità previste per la testata presso la quale prestano la loro opera. I giornalisti dei periodici, infine, si asterranno dal lavoro domani venerdì 9, ma assicurando, già da ora, la pubblicazione sui numeri in lavorazione delle proprie testate di comunicati sulle motivazioni della giornata del silenzio. Lo sciopero è una protesta straordinaria e insieme la testimonianza di una professione, quella giornalistica, che vuole essere libera per offrire ai cittadini informazione leale e la più completa possibile. Una protesta che si trasforma in un 'silenzio' di un giorno per evidenziare i tanti silenzi quotidiani che il 'ddl intercettazioni' imporrebbe se passasse con le norme all'esame della Camera, imposte sin qui dal Governo e dalla maggioranza parlamentare. Molte notizie e informazioni di interesse pubblico sarebbero negate giorno dopo giorno fino a cambiare la percezione della realtà, poiché oscurata, 'cancellata' per le norme di una legge sbagliata e illiberale che ne vieterebbe qualsiasi conoscenza. Giornalisti, ma anche gli editori e migliaia di cittadini, da mesi denunciano le mostruosità giuridiche del 'ddl intercettazioni'. Sono state anche avanzate proposte serie per rendere ancora più severa e responsabile l'informazione nel rispetto della verità dei fatti e dei diritti delle persone: udienza filtro per stralciare dagli atti conoscibili le parti relative a persone estranee e soprattutto alla dignità dei loro beni più cari protetti dalla privacy; giurì per la lealtà dell'informazione che si pronunci in tempi brevi su eventuali errori o abusi in materia di riservatezza delle persone; tempi limitati del segreto giudiziario; accessibilità alle fonti dell'informazione contro ogni dossieraggio pilotato. Nessuna risposta di merito. Lo sciopero, con la giornata del silenzio, è espressione di indignazione, di partecipazione, di richiamo responsabile a principi e valori che debbono valere in ogni stagione. Lo sciopero è un momento della protesta e dell'azione incessante che proseguirà, fino al ricorso della Corte europea di Strasburgo per i diritti dell'uomo, qualora la legge fosse approvata così com'è. Lo sciopero è anche segnalazione di un allarme per una ferita che si aggiungerebbe ad un sistema informativo che patisce già situazioni di oggettiva difficoltà e precarietà non solo per la crisi economica, ma anche per una politica di soli tagli che rischiano di allargare bavagli oggi altrimenti invisibili. L'informazione è un bene pubblico, non è un privilegio dei giornalisti, né una proprietà dei padroni dei giornali e delle televisioni, né una disponibilità dei Governi. E per i giornalisti non è' uno sciopero tradizionale contro le aziende, ma un atto di partecipazione e di sacrifico della risorsa professionale per la difesa di un bene prezioso, dei cittadini, proclamato con un silenzio che vuol parlare a tutti".
8-7-10 |
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