Martedì 22 Maggio 2012
Aguasaltas.com. Un villaggio contro una multinazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Lunedì 26 Dicembre 2011 10:19

Una piccola storia, di quelle che scaldano il cuore. Un nano contro un gigante, ovvero un pugno di persone di un remoto villaggio contro una multinazionale. E' la trama di Aguasaltas.com – Un villaggio nella rete, un film di Luìs Galvāo Teles che esce in Italia il 28 dicembre distribuito da Kitchenfilm.


Pedro è un ingegnere civile che lavora nel nord del Portogallo, nel piccolo villaggio di Aguas Altas, in attesa di trasferirsi a Lisbona, la sua città. Proprio quando sembra aver ottenuto il trasferimento, riceve una lettera da una multinazionale che gli intima di chiudere il sito web del villaggio - che lui stesso aveva creato - per violazione di dominio, pena una multa di 500mila euro. Infatti la multinazionale spagnola sta per lanciare sul mercato una marca di acqua minerale che ha lo stesso nome del piccolo villaggio. Solo l'assemblea cittadina può decidere se chiudere il sito. E i cittadini rifiutano.
Secondo gli abitanti di Agua Saltas se il sito internet vale un risarcimento di 500mila euro, allora può valere 500mila euro di utili.
I fatti precipitano quando la stampa inizia ad interessarsi al caso e al dilemma dei cittadini dello sperduto villaggio. Le tensioni crescono man mano che aumentano i riflettori e l'interesse dei media  sulla storia. Se da una parte gli abitanti sono praticamente all'oscuro di cosa sia internet, dall'altra il parroco del villaggio si spinge ad affermare che se Gesù fosse vivo avrebbe avuto un proprio sito. Così i cittadini iniziano a cambiare, e non sempre in meglio.
Il regista portoghese ha tratto ispirazione da piccole storie lette in cronaca. Ha trasposto in un'atmosfera mediterranea le commedie sociali britanniche. Cita, tra le note di regia, la storia di Ababacar Diop, uno dei portavoce dei “Sans papier” in Francia che nel 2000 ricevette da Vivendi 24 milioni di franchi (circa 4 milioni di euro) per cedere il nome di dominio “vizzavi.fr” perché Diop aveva registrato il marchio vis@vis.
O ancora, più di recente, in un villaggio del sud della Francia, la storia di un prete cattolico che ha rivelato i misfatti sessuali della sua congregazione dal pulpito, nominando i peccatori uno per uno. Insomma si parla di come le persone agiscono e reagiscono quando le loro debolezze umane sono messe a nudo. Un film che parla di internet, di globalizzazione, di media, e soprattutto di persone.

Antonella De Biasi