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Di Alessandra Valentini - Se la “pantera” ci aveva fatto sperare in una università migliore, i giovani studenti medi e universitari in piazza da giorni non hanno davvero nulla da invidiare ai loro compagni di lotte passate. In un Paese dove sembra che l’opinione pubblica non si indigni più quasi di nulla, o comunque non si indigna al punto di dire “basta”, ma accetta un po’ narcotizzata quanto avviene, questi giovani stanno dando a tutti una bella lezione. Sono determinati, dicono no ad una riforma e ad un modello di scuola e di società sbagliati. E ancora oggi da Milano a Cagliari, Palermo, Roma non si arrendono, sono in piazza, occupano le università, occupano (giustamente) le città, discutono, si confrontano, nonostante il pugno di ferro delle forze dell’ordine. Nonostante tutto e tutti non sono i giovani del Grande Fratello e del mondo delle veline, per questo sembrano la vera speranza dell’Italia. Belli i loro cortei, intelligenti gli striscioni, bella la mappa della protesta. A Milano durante la notte gli studenti che avevano manifestato in corteo contro il ddl Gelmini hanno occupato l'Accademia di Brera; a Catania sempre la notte scorsa studenti di Scienze e tecnologie chimiche di Catania hanno occupato l'aula magna del dipartimento universitario, dove è prevista un'assemblea di studenti, docenti e ricercatori. Assemblee permanenti sono in corso anche nella facoltà di Scienze politiche e nel liceo classico Nicola Spedalieri per contestare «un governo insensibile al futuro dei propri giovani». A Palermo dopo l’occupazione delle facoltà di Lettere, Scienze matematiche e Scienze Politiche, è stata la volta di Ingegneria. A Roma gli studenti dell'Università di Roma 3 hanno occupato il dipartimento del Dams, appartenente alla facoltà di Lettere e Filosofia. Questa sera gli studenti hanno organizzato un tributo al regista Mario Monicelli, con la proiezione ad oltranza dei suoi film all'interno del Dams, in Via Ostiense. A Torino, Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell'Università, da dieci giorni gestito autonomamente dagli studenti che protestano contro la riforma Gelmini, è stato occupato per tutta la notte. Stamani sono proseguiti i picchetti davanti agli ingressi, mentre alle 14 si terrà una riunione durante la quale verranno decise le prossime strategie del movimento dopo i numerosi blocchi alla circolazione stradale, autostradale e ferroviaria di ieri. Da Nord a Sud gli studenti hanno una sola voce, non si dividono e non si arrendono davanti alle decisioni di un governo che si ostina a non ascoltare.
1-12-10
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