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Prof in sciopero e studenti in piazza. Si apre l’autunno caldo della scuola |
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Scritto da Valentina Valentini
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Venerdì 08 Ottobre 2010 06:35 |
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Oggi incrociano le braccia il lavoratori di scuola, università e ricerca...
Lo sciopero è stato proclamato a livello nazionale dalla Flc Cgil per rivendicare la qualità e la stabilità del lavoro ed il diritto allo studio. Per il sindacato sono necessari l’immediato blocco dei tagli al settore della conoscenza, sostegno alla scuola pubblica, nuovi investimenti nell’istruzione e nella ricerca, la lotta al precariato, la centralità del contratto nazionale, la difesa delle regole democratiche e della rappresentanza, la costruzione di un sistema nazionale di formazione professionale. La protesta arriverà anche nelle piazze grazie alla mobilitazione dei sindacati Usi Ait Scuola e Unicobas e grazie alle più di 50 manifestazioni organizzate in tutta Italia dall’Unione degli Studenti. Si ripresenteranno con i caschetti gialli, come hanno fatto il primo giorno di lezioni a simboleggiare lo smantellamento della scuola pubblica e dell’università operato dagli ultimi tagli ed interventi del Governo e del ministro Gelmini. “Ci dicono che non ci sono soldi per la scuola pubblica, che in un periodo di crisi bisogna tagliare tutto il possibile, a partire dalle nostre scuole e dalle nostre vite; ma tagliare sull’istruzione è una scelta ben precisa: vogliono un popolo di ignoranti. L’Italia spende ben 46 miliardi per le spese militari, 3 miliardi e mezzo per le grandi opere e 120 milioni per le scuole paritarie. Ci chiediamo, perché non tagliare su questi settori? È più importante possedere 131 cacciabombardieri o dei giovani consapevoli?” , è la domanda retorica e provocatoria che viene dalla Rete degli Studenti medi. Si apre così una lunga stagione di proteste annunciate per difendere una scuola di qualità e aperta a tutti, per difendere il diritto allo studio e il diritto ad un posto fisso dopo anni di precariato.
V. V.
8-10-10
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