| Manovra. I sacrifici dei parlamentari |
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| Scritto da Alessandra Valentini |
| Giovedì 22 Luglio 2010 09:49 |
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Nello specifico ci sarà un taglio del 10% per le indennità dei parlamentari; verrà applicato per i dipendenti di Camera e Senato il taglio del 5% per i redditi da 90mila a 150mila euro e del 10% per i redditi superiori a 150mila euro; gli stipendi dei dipendenti di Camera e Senato saranno bloccati per tre anni. Attenzione però l’ok definitivo a tale dolorosissimo provvedimento verrà dato dai rispettivi Consigli di Presidenza, dopo che il Parlamento avrà convertito definitivamente in legge il decreto. Per i deputati l'indennità ammonta a 5.486,58 euro nette al mese per 12 mensilità, quindi ai deputati il taglio costerà circa 550 euro al mese. Ma non pensiate che questo sia lo stipendio dei nostri parlamentari, infatti l’indennità è solo una delle voci di cui è composto il trattamento economico dei parlamentari (e solo su questa voce è stato applicato il -10%!), ed essa seguono, o fanno allegra compagnia, la diaria, i rimborsi, spese per viaggi, spese telefoniche, assegno di fine mandato, prestazioni previdenziali e sanitarie e trasporti gratis. Insomma, a fine mese, il parlamentare porta a casa circa 15-16 mila euro, e sinceramente fa rabbia e fa sorridere pensare che, a fronte di una manovra finanziaria di lacrime e sangue per le persone normali, deputati e senatori abbiano pensato di “privarsi” di 550 euro, pochi spicciolo per loro, ma una cifra che si avvicina a quello che prendono molti cassa integrati nel nostro Paese. Tuttavia non è solo in Camera e Senato che i politici ricevono trattamenti economici esorbitanti e sproporzionati, anche rispetto alla grande importanza del ruolo che ricoprono e al lavoro che svolgono (e penso al lavoro di quelli più bravi e presenti), anche i Consiglieri regionali hanno un mensile parificato a quello di deputati e senatori. Moltiplichiamo le cifre suddette per tutti i parlamentari, più tutti i consiglieri regionali e avremo una cifra totale che, senza demagogia alcuna, poteva subire tagli (intervenendo anche sui Consigli regionali, oltre che su Camera e Senato) che andassero ben al di là del gesto simbolico dei 550 euro ma potessero incidere, invece, in maniera reale e concreta sulla manovra in atto. Nessuna scelta sembra sia stata presa in tal senso, né da destra né da sinistra, né a nord né a sud. |







Certo – come si dice - è il pensiero quello che conta, ed in questo caso si è trattato solo di un pensiero, nulla di più, quello rappresentato dall’entità del “taglio” che Camera e Senato hanno applicato alle indennità di deputati e senatori e ad alcuni stipendi di dipendenti di Camera e Senato...