Sabato 04 Febbraio 2012
Ustica. Trent’anni di verità negate PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Lunedì 28 Giugno 2010 12:53

Il diritto alla verità e alla giustizia è uno dei più difficili da ottenere, lo dimostrano la vicenda di Ustica, di Viareggio, la strage di Bologna e tanti altri “misteri” italiani, che spesso divengono cronaca, storia ma mai verità processuali da consegnare ai familiari delle vittime e a tutti i cittadini...

Sono trascorsi 30 anni da Ustica, da quando il Dc9 Itavia scompariva nel nulla la sera del 27 giugno 1980, l’aereo partito da Bologna e esploso al largo di Ustica con le sue 81 vittime. Da quella sera si cerca di capire cosa sia accaduto, da allora si ricorda e si celebra, nella speranza che il ricordo possa affievolire la rabbia per la mancanza di verità. I familiari chiedono di non dimenticare e di ricercare una verità necessaria a loro e all’intero Paese.
Il Presidente Napolitano, rivolgendosi alle istituzioni, ha chiesto l’impegno per “diradare le ombre”. I familiari hanno lanciato il loro monito, polemizzando anche con chi nel governo ancora ripropone la tesi della strage causata dalla bomba, come il sottosegretario Carlo Giovanardi: “la Nato ci ha detto che attorno al Dc9 c'erano altri aerei. Mi pare che questa verità ci stia quasi assediando”, ha detto Daria Bonfietti, che presiede l'Associazione dei familiari. Ora “bisogna smettere di fare polemiche. Ci mancano i nomi dei responsabili. Conquistiamoli!”. Ricordiamo la sentenza del 1999 scritta dal giudice Rosario Priore  che affermava che l’aereo fu abbattuto “con un’azione di guerra militare, una guerra di fatto, non dichiarata”.
A Bologna la cerimonia si è svolta in Piazza VIII Agosto, con la sagoma del Dc9 a grandezza naturale poggiata a terra, una realizzazione di Flavio Favelli che ha destato commozione e turbamento.


28-6-10