| Rom “schedati” sui treni. Inchiesta Fs: individuati responsabili, “assolta” la dirigenza |
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| Scritto da Alessandra Valentini |
| Giovedì 13 Maggio 2010 23:00 |
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Il risultato è stato non solo che il modulo esiste (cosa già documentata) ma che è circolato sulla linea per circa 10 giorni, contrariamente a quanto dichiarato dal Gruppo Fs subito dopo la diffusione della notizia. Scoperte tutte le cose che già il sindacato aveva reso note, le Fs hanno appurato che “tale modulo è stato effettivamente utilizzato dal 12 al 21 aprile. La predisposizione del modulo e l'azione di monitoraggio sono state intraprese in assenza di disposizioni da parte della dirigenza e all'insaputa di questa. L'iniziativa, che Ferrovie dello Stato condanna e stigmatizza, è stata assunta - viene spiegato nella nota - senza alcuna specifica indicazione da parte della dirigenza, in seguito alla pubblicazione sulla stampa locale di alcuni articoli sul tema della sicurezza nella stazione di Salone, alla periferia di Roma dove è presente uno dei più numerosi campi nomadi della Capitale”. Dall’indagine non si capisce chi abbia assunto tale iniziativa e come sia stato possibile che un modulo ufficiale stampato su carta intestata potesse circolare all’insaputa della dirigenza. Infatti la nota delle Fs precisa che “in merito a tali fatti sono stati individuati i responsabili, tra i quali non vi sono dirigenti, nei cui confronti sono stati avviati i procedimenti disciplinari del caso, anche alla luce di quanto prescritto dal Codice Etico del Gruppo FS”. Le , invece di essere sempre pronte ad “assolvere” la propria dirigenza, potrebbero spiegare chi sarebbero i “responsabili” individuati che hanno accesso alla modulistica, possono emanarla e farla circolare per 10 giorni senza ricoprire incarichi dirigenziali o senza che la dirigenza se ne accorga. Forse sarebbe necessario che per evitare il ripetersi di simili gravi episodi le Fs facessero indagini più approfondite, poiché se cose del genere possono accadere, oltre ad individuare l’autore del fatto andrebbe anche individuato chi dovrebbe controllare sulla modulistica e sulle comunicazioni ai lavoratori. Insomma non basta certo fermarsi ad individuare l’esecutore finale di un qualcosa che è accaduto per disfunzioni ben più ampie.
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Dopo la notizia diffusa dal sindacato Fast Ferrovie dell’esistenza di un modulo per la “schedatura” dei Rom sui treni della linea FR2 Roma-Avezzano, dopo l’indignazione dell’opinione pubblica e l’intervento del ministro Carfagna, anche le Ferrovie hanno avviato una loro indagine interna...