Sabato 04 Febbraio 2012
Grecia. L'abisso nato da una crisi culturale e morale PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Venerdì 07 Maggio 2010 16:21

Per il nostro sito una riflessione “diretta” sulla crisi in Grecia.
"Il Presidente della Repubblica greca ha asserito che la Grecia è sull'orlo dell'abisso...

Non ho nulla in contrario nei confronti di tale affermazione, salvo far notare che l'attuale Presidente è stato ministro dei governi che in 15 anni hanno usurpato il Paese in termini economici e culturali.
Ed è proprio il sistema formativo greco che ha fallito il suo compito su tutti i fronti a partire dagli anni '80. Di conseguenza, la mentalità dell'assistenzialismo statale per il ceto medio, delle privatizzazioni selvagge nei confronti del mondo degli imprenditori, della politica agricola dai finanziamenti assurdi, dell'abbandono al loro destino dei poveri e della megalomania esplicitata nella sua espressione più arrogante con le opere faraoniche per le Olimpiadi del 2004, ha portato ben prima di adesso la Grecia nel baratro.
Tutti i diritti conquistati da parte dei lavoratori sono stati trasformati in privilegi assolutamente ingiustificabili per alcune categorie, a scapito delle fasce più deboli. Il sogno dell'istruzione è coinciso con quello dello sfruttamento del prossimo. Studiare per poter sfruttare e spremere e non essere sfruttati e spremuti. E pur essendo un piano individuale abbastanza diabolico non ha funzionato, visto che sono anche i giovani laureati ad aver pagato il prezzo di questa crisi. Perché la dignità del lavoro, la cultura del lavoro e delle sue regole, i mestieri e le professioni, sono scomparsi. La laurea è stata un miraggio delle famiglie, per garantire una vita migliore ai propri figli, nel senso di potersi trovare in una posizione di riconoscimento sociale, tale da poter calpestare chi non ha avuto la fortuna di arrivarci. Creando una generazione di disoccupati e molto spesso, nonostante laureati, poco istruiti, poco pronti al cambiamento e alle novità, insomma non proprio
lontani dall'essere definiti “ignorante”. Un ignorante analfabeta lo si comprende, si è disposti ad aiutarlo, si è tesi ad assolverlo. Ma questa generazione di istruiti ignoranti è semplicemente intollerabile. E ha contributo in modo determinante a creare questa grave crisi.
Bastava dare uno sguardo fino a qualche tempo fa, nei giorni feriali, ai bar e club la notte e alle caffetterie la mattina e il pomeriggio, per trovarle gremite di persone dai 20 ai 40 anni. Una Grecia che si stava avvicinando già al modello sudamericano. Ballare e cantare, chiacchierare del nulla all'infinito, per dimenticare, mai per costruire, per nascondere sotto il tappeto una realtà palesemente disagiata. E' prevalsa la rassegnazione e il conformismo della quiete individuale al bene comune, alla solidarietà, al lavoro, alla sincerità nei confronti degli altri ma principalmente di se stessi. La carenza di consapevolezza e un orgoglio nazionale che è spesso sfociato in nazionalismo becero e in razzismo, ha portato a pensare che tutto potesse continuare così perennemente. Tanto alle attività veramente produttive ci pensano tuttora gli albanesi, i romeni, i pachistani, gli indiani. Che se dovessero abbandonare il Paese in seguito a questa crisi, la Grecia non ha alcuno scampo pur facendosi prestare tutti i miliardi del mondo, a meno che i giovani non
ricomincino a intraprendere i mestieri “di una volta”, cosa della quale dubito profondamente. Penso che se fossi rimasto in Grecia non saprei come reagire. Sono cresciuto anch'io nella logica “mammona” protezionista e non so se mi andrebbe giù facilmente avere come soluzione andare a raccogliere i pomodori. Anche perché chi è vissuto da sempre in una metropoli, è cresciuto in un ambiente artificiale e non ha il bagaglio necessario ad affrontare sfide come questa e per sopravvivere.
Le famiglie e le piccole imprese si sono indebitate all'inverosimile. C'è gente con 15 carte di credito portate al massimo scoperto, 2 macchine di grossa cilindrata in leasing e un mutuo su una casa ipotecata per ottenere altri prestiti e creare una voragine su scala di quella dell'intero Stato. Un dramma prevedibile. L'istruzione bassa anche della parte della popolazione che dovrebbe costituire la classe “intellettuale” ha portato a questo. Nessun pezzo di carta può darti la sicurezza di saper affrontare il mondo. Nell'antica Grecia, formarsi significava prepararsi alla vita acquisendo più valori che nozioni. Puntava alla qualità e non alla quantità di informazioni assimilate. Tutto il contrario di quel che succede in questa società greca moderna freneticamente capitalista materialmente e spiritualmente.
La maggioranza dei cittadini rivendica diritti ai politici che rispondono con raccomandazioni
massicce, corruzione e modelli di vita sgangherata al di fuori delle regole di un Paese civile. In questa situazione la parte bassa della piramide ha responsabilità identiche agli strati “più in alto”.
Medici, idraulici, elettricisti, notai, fornai... Tutti operano in ambiti diversi. Ma li accomuna
l'evasione fiscale. Fatture e scontrini, esposizione chiara dei prezzi, tutte barzellette per chi crede ancora che la stupidità, ovvero la furbizia, siano elementi “umani” e “stampati nel DNA” di una popolazione. Tutte balle conformiste raccontate anche dal vicino di casa progressista, che magari vota sinistra radicale, che fa per esempio il piastrellista e le sue teorie rivoluzionarie subiscono una brusca deroga quando lo chiami a casa per riparare i pavimenti e non ti emette fattura... Io non sono furbo non lo sono stato e mai lo sarò. E quelli che parlano di “predisposizione genetica” e ritengono la loro disonestà una caratteristica darwiniana favorita dalla selezione naturale della specie quasi fosse un dono, prima o poi pagano. Solo che paghiamo anche noi per loro. E qui forse la rabbia di
parte della gente diventa più che comprensibile. Cosa dovrei dire, lavorando nel campo
dell'informatica anche 10 ore al giorno e pagando convintamente le tasse all'idraulico che viene a casa per 15 minuti e mi chiede 100 euro senza rilasciare ricevuta? Questo è rubare e quell'idraulico è un ladro... I soldi li ruba a me. Non a una entità astratta. E anch'io nei confronti dei ladri, non per la sussistenza ma per la casa al mare e il SUV, non credo che avrei pietà particolare tanto più in un momento di declino.
Per riassumere, la crisi greca è fondamentalmente culturale. E' lì il fallimento reale. I soldi verranno prestati inevitabilmente a tassi da strozzinaggio, la Grecia non è in questo periodo uno Stato sovrano e sarà difficile che qualcuno potrà affermare che è governato dal primo ministro e dalla sua formazione parlamentare, riuscendo a rimanere serio.
La tragicità sta anche nel sapere che ribellarsi non porta più a nulla, è fin troppo tardi. Bisognerà subire le conseguenze di non aver investito nei giovani, nell'ecologia, nella tecnologia utile, nel capire le trasformazioni sociali e di aver favorito il clientelismo, lo sperpero delle risorse, il deturpamento dell'ambiente, la tecnologia al servizio dell'inutile, le ideologie obsolete e ridicole che ci ostiniamo a difendere perché parte della storia. La storia va ricordata. Non ripetuta. Altrimenti è preferibile l'oblio".


I. Chasapakis


7-5-10