| Salvati dal terremoto di Haiti e imprigionati negli Usa |
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| Scritto da Valentina Valentini |
| Giovedì 01 Aprile 2010 17:42 |
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Circa 5,3 miliardi di dollari per la ricostruzione di Haiti nei prossimi 18 mesi. E’ questo l’impegno della comunità internazionale che si è “riunita in un modo straordinario e in solidarietà con la gente di Haiti”, come ha sottolineato il segretario dell’Onu Ban Ki-moon durante la conferenza tenutasi ieri alle Nazioni Unite per discutere il futuro dell’isola caraibica dopo il terremoto che nello scorso 12 gennaio ha ucciso quasi 300.000 persone Sono circa 50 i Paesi che si impegneranno negli aiuti, primi fra tutti gli Stati Uniti che contribuiranno con 1,5 miliardi di dollari. Ma proprio dagli Usa arriva, in concomitanza della conferenza Onu, una notizia che non parla di solidarietà ma, anzi, sembra piuttosto una drammatica beffa per chi ha già vissuto la tragedia del terremoto. La storia, riportata dal New York Times, è quella di 30 haitiani sopravvissuti al sisma, soccorsi dalle forze americane e portati in salvo su aerei diretti negli Usa. Fin qui tutto bene, sembrerebbe una storia a lieto fine, un esempio di solidarietà, e invece i 30 haitiani, toccato il suolo statunitense si sono visti arrestare e recludere in un carcere per immigrati in Florida perché senza visto. Una situazione assurda aggravata dal fatto che dopo il terremoto tutti i rimpatri verso Haiti sono stati sospesi, così i 30 superstiti si sono visti salvare la vita ma a costo della propria libertà. Senza contare il paradosso di chiedere un visto a persone aiutate durante una catastrofe naturale ed imbarcate su degli aerei di soccorso.
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