| Rosarno e migranti: bisogna scegliere da che parte stare |
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| Scritto da DirittiDistorti |
| Giovedì 07 Gennaio 2010 16:56 |
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Della vergognosa vicenda di Rosarno mi restano in mente tre cose. La prima riguarda la ipocrita sorpresa nel sospettare che forse la camorra gestisce e manovra la violenza, come se non si sapesse che il comune di Rosarno è stato sciolto per infiltrazione mafiosa... La seconda riguarda le affermazioni di abitanti autoctoni del tipo “se ne devono andare via tutti“, “devono essere ammazzati” ( intervista riportata da Rai tre questa mattina ). Frasi che hanno rievocato le immagini del campo nomadi incendiato in Campania e le nostre donne brave italiane madri di famiglia che gridavano convinte la giustezza del loro gesto. La terza che mi è rimasta impressa come la più dolorosa è stata l’affermazione di un nero che dopo gli scontri, prima di essere trasferito, ha detto “ora non ho più una casa dove vado?” Per lui e per tanti altri quell’inferno era pur sempre una casa cioè un luogo di rifugio. Ora distruggono la Rognetta, sembra che tutto stia rientrando nella normalità e questo fa ancora più paura perché niente di peggio che la tragedia della vita a riflettori spenti. Tornano alla memoria i versi di Primo Levi Voi che siete sicuri nelle vostre tiepide case, …
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