Sabato 19 Maggio 2012
Rosarno, i lavoratori migranti chiedono dignità e diritti PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Lunedì 16 Gennaio 2012 10:11

"Siamo i lavoratori che ogni mattina si alzano alle 5 e vanno a raccogliere nei campi il vostro cibo. Viviamo nascosti in luoghi che chiamare casa è un insulto. Nostra compagna di vita è la paura. Paura dei caporali, che ogni mattina ci vengono a prendere e decidono chi lavora e chi no. Paura del lavoro perché dopo 10 ore se ci va bene ci troviamo in tasca 15 o 20 euro e se ci va male una pistola puntata. Paura dei padroni che ci trattano come bestie. Paura delle forze dell’ordine perché non abbiamo documenti. Paura della paura, perché siamo invisibili. Perché non possiamo denunciare i nostri sfruttatori. Se camminiamo per strada dobbiamo stare attenti a chi ci fa del male e a chi dovrebbe tutelarci. Siamo nemici per tutti".


Queste sono le parole dei migranti di Rosarno che, proprio nella Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato hanno impugnato carta e penna per scrivere ai ministri dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, della Cooperazione, Andrea Riccardi, del Lavoro, Elsa Fornero e dell’Agricoltura, Mario Catania. Uomini e donne che vivono e lavorano nel nostro Paese chiedono così il riconoscimento dei loro diritti, a due anni dalla rivolta che portò agli onori della cronaca la cittadina calabrese. La situazione non è cambiata di molto, i lavoratori stranieri continuano ad essere sfruttati, spesso sotto il ricatto del rimpatrio, perché molti di loro non hanno il permesso di soggiorno e così non possono ribellarsi a ore di lavoro massacrante e paghe da miserie, quando arrivano! Ovviamente questa non è solo la realtà di Rosarno ma di molte aree del nostro Paese in cui il caporalato è ancora la prassi e non solo, i lavoratori migranti sono presenti in molti settori, dall’edilizia all’assistenza degli anziani, ma a loro non viene riconosciuto alcun diritto né la dignità di chi sta lavorando onestamente. Oltretutto la situazione viene peggiorata dalla crisi generale:  “Paghiamo la crisi due volte, la prima come lavoratori e lavoratrici perdendo il posto e la seconda come immigrati – si legge nella lettera -  perché perdendo il lavoro perdiamo i nostri diritti. Siamo quelli che cadono nei cantieri e vengono buttati nella spazzatura, siamo quelle che curano i vostri vecchi e puliscono i vostri uffici".
Dopo l’appello dei lavoratori, che nei giorni scorsi sono giunti fino a Roma per chiedere l’interessamento delle Istituzioni, la risposta del governo è arrivata con il ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, che si recherà domani in visita a Rosarno, per affrontare “la grave situazione sociale e umanitaria determinata anche quest’anno dal massiccio afflusso nella zona di lavoratori stranieri in cerca di occupazione stagionale per la raccolta degli agrumi”.
A sollecitare l’interessamento del governo era stato anche il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi, che, anch’essa con una lettera ai ministri, aveva ricordato come due anni fa, dopo la tristemente nota rivolta, si fosse detto “Mai più Rosarono”,  ma “Oggi, a riflettori spenti, sembra che molti abbiano dimenticato quella brutta pagina di storia come se i migranti non fossero più tornati e fossero spariti nel nulla, sui pullman inghiottiti dalla notte''.
''Per noi - scrive il Sindaco - e' molto importante uno sforzo congiunto di tutte le istituzioni perché il comune non venga lasciato solo con le associazioni di volontariato, nel dare risposta ai migranti”. A Rosarno infatti ogni anno, per 4-5 mesi, arrivano  più di mille persone in cerca di lavoro stagionale, che si vanno ad aggiungere ai migranti che vivono stabilmente nella cittadina.  Purtroppo non è sufficiente lo sforzo del Comune che ''ha attivato un campo accoglienza che fornisce alloggio gratuito a circa 120 migranti attraverso l'utilizzo di container forniti dalla Protezione Civile. Il resto delle persone si colloca in strutture precarie e spesso insicure, alloggi di fortuna privi di acqua corrente e luce”.

 

V.V.

 

16-01-2012