| Strage Viareggio. Licenziato ferroviere consulente. La solidarietà di Daniela Rombi |
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| Scritto da DirittiDistorti |
| Lunedì 07 Novembre 2011 12:25 |
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Riccardo Antonini, il ferroviere che svolge un ruolo di consulente di parte civile nell'incidente probatorio per l'inchiesta lucchese sulla strage alla stazione di Viareggio è stato licenziato dalle Ferrovie. La notizia la comunica lo stesso Antonini, ricordando di aver già ricevuto in passato una lettera di richiamo e un provvedimento di sospensione legate alla sua attività di consulenza. Il licenziamento è senza preavviso per giusta causa perché si è "definitivamente compromesso il rapporto fiduciario”. Antonini è stato prima consulente di un familiare delle vittime, poi della Cgil. Grazie al suo ruolo ha potuto partecipare agli accertamenti avvenuti nell'ambito dell'incidente probatorio, che si è concluso nei giorni scorsi al tribunale a Lucca, dove c'é stato uno scontro tra esperti. I periti del gip e del gruppo Fs da una parte, i consulenti della procura e delle parti offese dall'altra. Antonini aveva ricevuto una lettera di diffida in cui gli si contestava di aver partecipato all'udienza dell'incidente probatorio dell'8 ottobre, quando vennero contestati i consulenti del Gruppo Ferrovie, e alla manifestazione del Pd, il 9 settembre a Genova, quando venne criticato l'ad del Gruppo Fs Mauro Moretti. Durissime le parole della senatrice del Pd Manuela Granaiola, che si rivolge anche ai ministri competenti per verificare il comportamento del Gruppo Fs: «Schierarsi con le vittime della strage ferroviaria è una colpa grave? Tanto grave da far scattare il licenziamento? Riccardo Antonini dipendente del Gruppo Ferrovie è stato licenziato. È stato giudicato colpevole di aver messo gratuitamente a disposizione delle parti lese le proprie competenze per capire le dinamiche che causarono la strage ferroviaria di Viareggio. Così lavorano 'i poteni' per tutelare se stessi. Questi sono i metodi e l'arroganza dei poteri forti». E prosegue, «questo licenziamento è veramente troppo; Gruppo Ferrovie è andata oltre i limiti della decenza e i suoi dirigenti dimostrano ancora di non aver compreso l'offesa che quel tragico incidente ha arrecato alle vittime e a questa città. Non un sussulto di umana comprensione ma solo un'arrogante difesa delle proprie posizioni». «È evidente - conclude la senatrice Pd - che qui si va ben oltre le ragioni delle normali relazioni tra azienda e dipendente e per questo ritengo doveroso dover interrogare i ministri competenti per capire se il comportamento del Gruppo Ferrovie sia accettabile e per conoscere quale sia la valutazione del governo su tutta questa vicenda». A. V.
7-11-11 |








