| Il coraggio della Cgil e il Signor Tentenna |
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| Scritto da Alessandra Valentini |
| Sabato 27 Agosto 2011 06:15 |
Di Alessandra Valentini - “Siamo e saremo in piazza in tutte le manifestazioni contro la manovra”, quindi, aggiunge Bersani, tra le righe, parteciperemo anche (chi sì chi no) allo sciopero generale del 6 settembre. Così il leader del Pd ha cercato di barcamenarsi rispetto all’accoglienza fredda, se non addirittura contraria (come si legge in un documento di una parte del Pd), che il suo partito ha riservato alla Cgil di Susanna Camusso dopo la proclamazione dello sciopero generale contro la manovra. Un atto coraggioso, forte, adeguato alla gravità della situazione e di una manovra economica inadeguata a risolvere i problemi del Paese, che ancora una volta non fa pagare chi può e chi deve pagare e pensa, invece, a chiedere sacrifici non solo alle tasche dei lavoratori ma anche ai loro diritti, mettendo in discussione addirittura l’accordo del 28 giugno scorso. Accordo con il quale la Cgil, pur sacrificando qualcosa, aveva puntato a recuperare il dialogo tra le parti sociali e a ritrovare un’unità sindacale di certo importante ed utile in un momento di crisi. Ma quei sacrifici e quel senso di responsabilità non sono stati sufficienti ad evitare l’ennesimo schiaffo in faccia a lavoratori dipendenti, giovani, pensionati. Da qui la risposta della Cgil, risposta proporzionata alle aggressioni della politica economica del governo. Contro questa politica sono state presentate dal più grande sindacato italiano una serie di misure che costruiscono una vera e propria contromanovra ed è stato indetto lo sciopero generale.
27-08-2011 |







Di Alessandra Valentini - “Siamo e saremo in piazza in tutte le manifestazioni contro la manovra”, quindi, aggiunge Bersani, tra le righe, parteciperemo anche (chi sì chi no) allo sciopero generale del 6 settembre.