Martedì 07 Febbraio 2012
Dati Inali 2009: più di mille morti sul lavoro, crescono le denunce per malattie professionali PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Mercoledì 21 Luglio 2010 16:47

 

Di Valentina Valentini - L’Inail ha presentato oggi a Roma il bilancio annuale relativo al 2009 circa gli incidenti sul lavoro, un lungo elenco di numeri e dati che rappresentano altrettante persone che hanno perso la vita, si sono ammalate, sono rimaste ferite mentre svolgevano il proprio lavoro...

Numeri che sono in calo rispetto al 2008 (-6,3% di decessi) ma che riguardano solo le denunce pervenute all’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e che non sono quindi rappresentativi della realtà del lavoro sommerso. Proprio per il 2009 l’Istat ha calcolato che i lavoratori in nero nel nostro Paese fossero 2,966 milioni, pari al 12,2% della forza lavoro complessiva, un dato in crescita rispetto al 2008. Incidenti in calo anche per la crisi visto che, fra disoccupati e cassintegrati, i lavoratori attivi e le ore lavorate sono sempre di meno e si calcola che il tempo di lavoro, e quindi di esposizione a rischi di infortunio, abbia subito nel 2009 una contrazione media generale di circa il 3%. I numeri di infortuni e morti risultano in ogni caso alti, troppo alti dal momento che riguardano vite stroncate nell’esercizio di un diritto, che è anche una necessità, una parte fondamentale della vita di ogni individuo. Nel 2009 si sono contati 1.050 incidenti mortali sul lavoro (70 decessi in meno rispetto al 2008) e 790.000 infortuni (85mila meno dell’anno precedente). Guardando i dati nel dettaglio si legge come la flessione maggiore riguardi gli incidenti avvenuti effettivamente sul lavoro rispetto a quelli verificatisi in  itinere, nel tragitto fra casa e luogo di lavoro. Inoltre la riduzione degli incidenti riguarda maggiormente le regioni del Nord e i settori dell’industria e delle costruzioni che, però, sono anche i settori maggiormente colpiti dalla crisi e dai tagli. Un comparto particolarmente a rischio rimane quello che riguarda chi lavora su strada, come autotrasportatori o addetti alla manutenzione stradale, in questo ambito gli incidenti rappresentano circa un terzo del totale. La flessione degli incidenti non risulta uniforme, è più accentuata per gli uomini (-12,6%) rispetto alle donne (-2,5%), ma la situazione si inverte se si tratta di casi mortali, con una riduzione del 14% per la componente femminile e solo del 5,6% per gli uomini.
A fronte però di una diminuzione degli incidenti si è verificato nel 2009 un boom delle denunce riguardanti malattie professionali, ben 34.646, il dato più alto degli ultimi 15 anni. Un segnale importante che è sintomo di una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori e che punta l’attenzione su un problema spesso sottovalutato o comunque meno visibile, una malattia contratta negli anni è di più difficile individuazione e fa meno scalpore di un incidente, anche se gli effetti sono ugualmente drammatici. Difficile non pensare al caso Eternit, proprio nell’ultima udienza di ieri del processo contro i vertici della multinazionale, Vittorio Demicheli, direttore regionale della Sanità piemontese, ha affermato che a Casale Monferrato ci si ammalerà di tumore a causa dell'amianto per almeno altri 15 anni.
Tornando ai dati Inail l’agricoltura risulta il comparto più colpito da malattie professionali, le più diffuse riguardano l’apparato muscolo-scheletrico e quelle dovute a sovraccarico biomeccanico. Nel commentare l’impennata delle denunce il presidente dell'Inail, Marco Fabio Sartori, ha indicato una serie di fattori che da alcuni anni stanno “finalmente portando all'emersione di tante patologie fino a ieri nascoste o non denunciate”, a partire dall'opera di sensibilizzazione e di informazione messa in atto dall'Istituto, così come da sindacati, associazioni di categoria e patronati.

 

20-07-2010