Giovedì 09 Settembre 2010
Regionali Lazio. Intervista a Fabio Nobile, candidato per la Federazione della Sinistra PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Martedì 09 Marzo 2010 10:57

Fabio Nobile, segretario della Federazione romana del Pdci e candidato alla Regione Lazio per la Federazione della Sinistra, spiega le priorità per il Lazio, partendo dal lavoro e dall’emergenza casa, ma a lui chiediamo anche una riflessione sul clima politico particolare che caratterizza questa competizione elettorale.


Queste Elezioni Regionali si svolgeranno in un clima anomalo, dopo che le regole democratiche ed i principi di uguaglianza e correttezza fra forze politiche sono stati ancora una volta messi in discussione. Cosa ne pensi? Con che spirito si andrà alle urne?
Credo che questi eventi dimostrino una debolezza e una forte divisione nel Governo che sempre più dimostra le sue contraddizioni. Allo stesso tempo è evidente un’arroganza  senza limiti. Il clima mi sembra pesante per la crisi economica irrisolta e un sistema politico che rischia di saltare per aria da un momento all’altro. Si percepisce una grande sfiducia nella politica, e questo non è mai un buon segnale perché può lasciare spazio ad un ulteriore slittamento a destra dell’asse politico.
Per la sinistra quello delle Regionali è un appuntamento importante, si può ripartire da qui per dare un segnale forte al Paese e al centro-destra?
Certamente  è importante dare un segnale forte contro la destra e Berlusconi, ridimensionandone la forza, ma non è sufficiente. E’ indispensabile sostenere i comunisti e la sinistra rappresentata dalla Federazione perché tutto quello che accade certo è frutto di una destra sempre più pericolosa, ma dipende anche dalla debolezza dell’opposizione parlamentare. Senza una sinistra che torni a organizzare e rappresentare politicamente gli interessi dei lavoratori e dei settori sociali più deboli, non c’è futuro.
In un momento in cui gli effetti della crisi economica si riversano in modo massiccio sul mondo del lavoro, con l’aumento della disoccupazione e del ricorso alla cassa integrazione, che ruolo può avere la Regione Lazio a sostegno di lavoratori e disoccupati?
Certamente la crisi economica rappresenta il quadro di fondo della fase drammatica che stiamo attraversando. Su questo la Regione può svolgere un ruolo ed una funzione importante. In primo luogo a sostegno del reddito diretto ed indiretto di chi è colpito dalla crisi. Su questo è necessario mettere ingenti risorse, mettendolo ad esempio per dimezzare i costi dei servizi (bollette, asili nido, rifiuti e così via) per tutti coloro che vivono una situazione di difficoltà. Inoltre la Regione si può e deve far carico della difesa del tessuto industriale regionale ponendosi quale attore principale nella difesa dei posti di lavoro. Se a questa politica sull’emergenza si accosta una strategia che dia respiro ad una programmazione economica non immediatamente legata alla sola logica del profitto e della rendita si possono raggiungere degli importanti risultati.
Emergenza abitativa e sanità, temi importanti per il Paese e per la Regione Lazio, già affrontati dalla giunta Marrazzo ma per i quali c’è ancora molto da fare: quali gli interventi prioritari da mettere in campo?
Per quanto riguarda l’emergenza abitativa è necessario continuare a sostenere una politica che rilanci con forza l’edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, unica strada per fermare la speculazione e dare un tetto a chi ne ha bisogno. Assieme a questo e alla necessità di allargare la platea degli aventi diritto di fronte al dilagare dei nuovi poveri, è fondamentale realizzare queste case senza cementificare ancora città e campagne, ma riutilizzando il grande patrimonio pubblico e privato esistente. Sulla sanità è necessario avere coraggio contro quei poteri forti che ne condizionano il funzionamento. La sanità pubblica va rilanciata in tutti i settori dalla prevenzione all’assistenza diffusa sul territorio. Senza queste scelte le liste d’attesa non diminuiranno mai, aumentando il ruolo dell’offerta privata con costi proibitivi per la maggior parte della popolazione.


Valentina Valentini


10-3-10